Cosa visitare

Un weekend a Valencia – Informazioni&Video

[Soundtrack consigliata: Monteperdido – Carlos Sadness]

La festa dei miei 30 anni è stata come forse l’ho sempre immaginata. Ho deciso infatti di festeggiare proprio come ho festeggiato ogni compleanno fino ai 15 anni, ovvero attorno al fuoco, in spiaggia, nel mio amato paesino. Ho deciso di circondarmi degli amici più veri e della mia famiglia, aspettando la mezzanotte con un tuffo notturno in compagnia di quella adorabile pazza di mia sorella. Ed è stato dopo questo tuffo che la mia amica di sempre, quella che ha condiviso con me i banchi di ogni scuola e che conosce ogni mio piccolo segreto, si è avvicinata per darmi il suo regalo. E, ovviamente, anche quella volta non ha sbagliato: tra le mani stringevo infatti la conferma di prenotazione di un volo aereo per un viaggio solo per noi, a Valencia. Mi ha regalato il suo tempo e la sua compagnia e io non avrei mai potuto ricevere qualcosa di più prezioso.

Dopo mesi di attesa, ad inizio Marzo è arrivato finalmente il giorno della partenza e con Elena scopriamo in aeroporto che:

  • abbiamo un bagaglio a mano pieno di indumenti estivi; un bagaglio inutile, insomma, visto che a Valencia si muore di freddo
  • ci sentiamo come 2 ragazzine in partenza per la gita scolastica e, guida alla mano, scopriamo anche che non abbiamo pianificato assolutamente nulla
  • Valencia si sta preparando proprio in questi giorni a festeggiare Las Fallas

…ma cos’è Las Fallas?

Si tratta di un’antica ricorrenza davvero sentita a Valencia: a causa del volo atterrato tardi, con Elena siamo costrette a prendere un taxi per raggiungere il nostro hotel (in pieno centro, economico, consigliato) ed già durante il tragitto che l’autista ci sommerge di informazioni sui festeggiamenti. Alle 14 in punto, ad esempio, in Plaza del Ayuntamiento c’è la Mascletà, uno spettacolo pirotecnico. Ci chiediamo il senso dei fuochi durante il giorno e la risposta arriva presto: è infatti il ritmo creato dallo scoppio dei fuochi ad essere il protagonista. A mezzanotte di Sabato, poi, assistiamo ad un altro spettacolo di fuochi d’artificio, stavolta a dir poco meraviglioso, ed è proprio nella confusione di quel momento che penso al fatto che quei fuochi assomigliano davvero tanto alla Spagna. Energici, prorompenti, colorati. Li ho amati. Perciò ora posso solo immaginare quanto possa essere rumorosa e bellissima Valencia durante il cuore dei festeggiamenti de Las Fallas, quando i giganteschi pupazzi di oltre 30 metri sfilano tra le strade fin quando non vengono bruciati durante la Cremá, l’ultimo giorno di festa.
Photo credit: www.valigiaepasseggino.com

Cosa visitare a Valencia?

In soli 2 giorni non abbiamo di certo la presunzione di vedere tutto. Io ed Ele ci affidiamo perciò all’istinto macinando chilometri e perdendoci innumerevoli volte tra le stradine del centro storico, scoprendo mano a mano gli angoli più belli di Valencia. Non sono un’amante dei luoghi sacri e religiosi, ma la Cattedrale di Valencia mi ha stregata: al suo interno il bianco austero e accecante dei soffitti si alterna alle volte variopinte e non credevo di restare lì dentro per oltre 2 ore. La Cattedrale è immensa ed incantevole e il racconto del Sacro Graal custodito proprio tra queste mura mi ha ipnotizzata.

Dalla Cattedrale si arriva facilmente nella bella Plaza de la Virgen e, a pochi passi, si arriva ai piedi de La Lonja de la Seda, un altro edificio a dir poco meraviglioso dichiarato Patrimonio dell’Unesco. Antico Mercato della Seta, oggi ospita diverse esposizioni e si trova proprio accanto al colorato Mercato Centrale dove una sosta per un pranzo a base di tapas è decisamente obbligatoria. Non vedevo l’ora di mangiare patatas bravas e tortilla!

Il Mercato Centrale non è però l’unico mercato coperto della città: poco distante da Plaza del Ayuntamiento vi è infatti il Mercato di Colón, un bellissimo edificio scoperto per caso che diventa improvvisamente il nostro rifugio durante un fortissimo temporale. E’ qui che assaggio per la prima volta l’horchata, una bevanda tipica di Valencia a base di zigolo, dal sapore molto dolce che richiama il nostro latte di mandorla.

Si può poi andare a Valencia e non visitare La Città delle Arti e delle Scienze? La risposta è no. Non si può infatti resistere al fascino dagli edifici moderni e sinuosi progettati dagli architetti Calatrava e Candela e con Elena decidiamo di raggiungerli a piedi. Partendo dal centro storico fiancheggiamo il bellissimo Jardì del Turia, il Parco più grande della Spagna intera, osservando con un sorriso i bambini che che scivolano felici sulla pancia del grande Gulliver sdraiato. La città delle Arti e delle Scienze è un complesso architettonico formato da diversi edifici: l’Hemisfèric, il Museo delle Scienze, il Palazzo delle Arti e l’Oceanogràfic. Per questioni di tempo decidiamo di visitare solo quest’ultimo e sarò sincera: la delusione è stata tanta. Non ho mai adorato particolarmente i luoghi in cui gli animali sono costretti a vivere in spazi estremamente più piccoli rispetto a quelli che la Natura ha donato loro. E qui ho trovato appunto aree veramente troppo piccole, personale scortese, occhi tristi e un costo d’ingresso a mio parere davvero esagerato (quasi 30 euro). Non lo consiglierei.

Ora che sono di nuovo a casa intenta a riguardare le foto, mi ritrovo come sempre a fare un piccolo bilancio di questo ultimo viaggio e penso che, in fondo in fondo, forse non ho apprezzato Valencia come speravo. Io amo la Spagna, amo la gente che la abita, è un po’ la mia seconda casa, proprio quella in cui mi trasferirei senza indugiare troppo. Ma l’anima di Valencia io non l’ho colta e so già che prima o poi ci tornerò perché il tempo trascorso insieme a lei è stato davvero poco. Ho troppo ancora da vedere, troppo da vivere: vorrei passeggiare sulla sua spiaggia, assaggiare l’Agua de Valencia, continuare a fare shopping tra i negozietti vintage del centro, far tardi godendomi la movida al Barrio del Carmen, assistere ai giorni conclusivi de Las Fallas.

Ma ciò che più conta è che nonostante il freddo inaspettato, i temporali improvvisi e la scarsissima organizzazione, io ed Elena ci siamo ritrovate più unite e sorridenti che mai. Ci sono state sveglie non suonate, abbracci spontanei, risate di cuore con le lacrime agli occhi, la condivisione di una paella gigante, i balletti al ritmo di Despacito e fuochi d’artificio strepitosi che ci hanno tenute incollate con il naso all’insù, con la meraviglia negli occhi e continui wow che scivolavano fuori dalle labbra. Mi piace pensare che Valencia abbia deciso appositamente di rimanere un po’ nascosta per permettermi di vedere qualcosa di più importante: la gioia immensa di un viaggio insieme dopo anni di attese, la semplicità di certi momenti, l’Amicizia nella sua forma più vera.

Vi lascio con il video della nostra avventura… e non perdetevi i fuori onda finali!

6 Comments

  1. Quante emozioni amica mia. Quelli trascorsi assieme sono stati giorni pieni di intensità come solo noi due riusciamo a riservarci. Una volta tornata a casa ho pensato che solo con te riesco ad essere così tanto me stessa, è una sensazione incredibile.
    Sorelle per scelta.

    Il video è stupendo, rido ogni volta di più a rivedere i nostri momenti di cazzeggio.

    Non vedo l’ora di salire su un altro aereo con te, ancora una volta senza programmi, senza preparazione. Solo io e te all’avventura!
    Ti adoro

    • Tesoro bello, dobbiamo solo decidere data e mèta. Anzi, solo la data. Abbiamo deciso Copenaghen, no? 🙂
      Stella la sensazione è reciproca, mi sento totalmente bene quando sono insieme a te.

      Ti voglio un bene gigante :*

  2. Probabilmente è stata proprio la condivisione del viaggio con un’amica così importante a farti vivere in maniera diversa anche il viaggio. Ma può capitare comunque che un posto non riesca a trasmetterti la sua anima e questo dipende da mille motivi. Anche la presenza di una celebrazione così importante come las fellas te la fa vivere in maniera diversa. Forse semmai l’apprezzerai anche solo col passare dle tempo o con una seconda visita. Io la trovo davvero un gioiellino.

    • Hai proprio ragione Fabio, la stessa cosa mi è successa solo a Bruxelles e mi sono ripromessa di dar loro una seconda opportunità. Il mood influisce tantissimo sulle percezioni che hai in un determinato luogo e poi… spero di rivederla illuminata dal sole! 🙂
      Un abbraccio

Write A Comment