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Meraviglie nel mondo: la Mezquita di Cordoba

[Soundtrack consigliata: Algo que sirva como luz – Supersubmarina]

Quando cerco di stilare le mie classifiche personali e penso ai luoghi più belli che io abbia mai visto, non posso non pensare alla Mezquita di Cordoba, senza dubbio uno degli edifici più stupefacenti in cui io abbia messo piede in 30 anni. La Mezquita è davvero molto grande per cui è vietato visitarla quando si ha fretta; credo di aver trascorso al suo interno almeno 3 ore continuando a girovagare senza sosta tra le 19 navate e le 856 colonne, ascoltando senza mai stancarmi l’audioguida (necessaria per comprendere la storia di questo incredibile luogo).

Ciò che mi ha colpita maggiormente della Mezquita è la violenta integrazione tra arte musulmana e cristiana: l’austerità araba, con le sue alte arcate rosse e bianche e la luce debole e fioca, va infatti in contrasto con lo splendore e l’opulenza della cattedrale cristiana che si erge al centro della Mezquita. L’effetto è incredibile, forte come un pugno dritto nello stomaco. Tutto convive infatti nello stesso edificio ed è necessario qualche cenno storico per capirne il motivo: la Mezquita è stata ampliata per ben 4 volte dai successori di Abderramán I, il califfo che per primo la fece costruire dove prima sorgeva la Basilica di San Vicente. Le 11 navate iniziali divennero sempre di più ed è con il califfo Al Hakam II che la Mezquita diventa delle proporzioni che vediamo oggi: 8 navate in più, introduzione di nuovi materiali come il marmo rosa e celeste, nuove vasche per l’abluzione delle donne, nuove aree.

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Costruzione e rifacimenti avvengono tra il 785 e il 987, prima dunque della conquista da parte dei cristiani nel 1236 che determinò la conversione dell’edificio da moschea a cattedrale. Molte colonne vennero demolite per lasciare che venisse costruita la grande e sontuosa Cattedrale Cristiana che fonde diversi stili artistici, dal barocco al rinascimentale: la luce della Cattedrale stride fortemente con l’atmosfera cupa dell’area di stampo arabo e la sua sontuosità lascia davvero senza fiato.

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Qualche curiosità?

  • Carlo V, l’Imperatore che concesse la costruzione della Cattedrale all’interno della Mezquita, nel vederla ultimata si arrabbiò moltissimo: si era costruito secondo lui qualcosa di estremamente comune in un luogo unico al mondo.
  • Attraversando la Puerta del Perdòn si entra nel Patio de los Naranjos (Patio degli Aranci): alberi di arancio, fontanelle e una tranquillità quasi palpabile. Era l’antico luogo di preghiera per tutti i fedeli.
  • Il miḥrāb della Mezquita, oltre ad essere meraviglioso con i suoi intarsi, custodisce il Corano e la sua caratteristica principale creò tanto scalpore: non è infatti orientato verso la Mecca ma bensì verso Sud.

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Cordoba, però, non è solo Mezquita (sebbene da sola valga l’intero viaggio). Cordoba è anche Juderia, il vecchio quartiere ebraico che si snoda tra le mura della città con le sue viuzze strette, i balconi colorati e i fiori. Tanti fiori. Così tanto da aver creato il Callejon de las Flores, una piccola via con i muri ricoperti di vasi blu e petali variopinti. Riuscire a fare una foto diverrà un’impresa vista la moltitudine di gente che si riversa qui ad ogni ora del giorno.

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Cordoba è il ponte romano, unico nel suo genere, probabilmente uno dei più particolari che io abbia mai visto. Gli archi del ponte solcano le acque del fiume Guadalquivir, teatro di innumerevoli battaglie, e la struttura serve a collegare le due parti della città distanti circa 240 metri. Un consiglio? L’arrivo al ponte è segnato da un Arco di Trionfo sul quale è possibile salire: non perdete l’occasione di godere di un panorama davvero suggestivo che spazia fino alle colline che circondano la città.

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Cordoba è l’Alcazar de los Reyes Cristianos, più piccolo e modesto rispetto all’Alcazar di Siviglia ma davvero affascinante soprattutto per i giardini a dir poco meravigliosi conservati tra le alte e spesse mura dell’edificio. Alte palme, vasche d’acqua estremamente curate, fiori variopinti, alberi di alloro e di arancio (assaggiatene i frutti, buonissimi). In questi giardini si respira davvero un’atmosfera unica e visitarli diventa un piacere impagabile.

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Info Utili:

  • Da Siviglia è possibile raggiungere Cordoba in soli 45 minuti tramite i treni ad Alta Velocità della Renfe; cercate di prenotarli in anticipo online in quanto la tariffa non è molto economica (circa €25 a tratta), ampiamente giustificata dall’alto servizio: schermi che proiettano film con auricolari in dotazione, sedili comodissimi e spaziosi, pulizia impeccabile e controlli scrupolosi. Ci sono anche diversi autobus che percorrono la tratta Siviglia-Cordoba con un tragitto di circa 2 ore (in tal caso non dimenticate di stipulare una buona assicurazione di viaggio, io mi affido solitamente a Viaggi Sicuri).
  • L’ingresso alla Mezquita ha un costo di €8 senza guida (è possibile acquistare in loco il tour guidato a €37 a persona, oppure l’audioguida decisamnete più economica. Per noleggiare l’audioguida vi sarà richiesto un documento d’identità come cauzione e avrete un tempo limitato d’utilizzo). L’orario di apertura della Mezquita va dalle 10 alle 18 tutti i giorni esclusa la Domenica dove l’orario diventa dalle 9 alle 10.30 e dalle 14 alle 18.
3 Comments
  • Fabio - ottobre 20, 2016

    Posto davvero splendido! La Mezquita è uno di quegli edifici che vale da solo il viaggio. Ma c’è davvero anche tanto altro da vedere.

    • viagginelcassetto - ottobre 21, 2016

      Concordo pienamente!
      Un abbraccio Fabio e grazie per essere passato di qui 🙂

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