Asia

Insolito Myanmar: 3 luoghi imperdibili

[Soundtrack consigliata: Draw your swords – Angus & Julia Stone]

Se vi domandassi “qual è stato il viaggio più bello mai fatto?”, sareste in grado di rispondermi? So bene che è una domanda molto difficile, io stessa ci ho pensato a lungo, ma finalmente riesco a dire in modo convinto che ad oggi il viaggio più bello della mia vita è stato senza dubbio quello in Myanmar.

Oltre alle riflessioni sparse pubblicate qualche mese fa, mi rendo conto di non aver ancora parlato di questo Paese meraviglioso e del quale si conosce ancora poco. Del Myanmar si conoscono infatti le zone o i siti più turistici: i templi di Bagan, la Golden Rock e gli Intha, i pescatori del Lago Inle, per fare qualche esempio. Tutti luoghi davvero speciali di cui vi parlerò presto. Ma nella miriade di emozioni provate durante i miei 15 giorni di viaggio, mi rendo conto che la maggior parte le ho vissute in luoghi lontani dalle rotte più battute. Ed è proprio da loro che voglio provare a farvi conoscere un pezzetto di Myanmar.

KAKKU

A circa 2 ore dal Lago Inle si trova questo tesoro pressoché nascosto del Myanmar, ma prima di arrivarci ricordate di andare nella cittadina di Taunggy a prelevare la vostra guida d’eccezione, appartenente alla etnia Pa-O. Senza la vostra guida, che riconoscerete grazie agli abiti scuri e ai tipici copricapi colorati, l’ingresso a Kakku è vietato. E si tratta di un complesso architettonico dalla bellezza sconvolgente che sembra uscito da un libro fantasy. 2478 stupa si alternano in un labirinto architettonico unico al mondo, a formare un quadrato il cui silenzio è interrotto solo dalle piccole campanelline poste in cima alle stupa, mosse dal vento leggero. Ricordo perfettamente la sensazione di pace indescrivibile che ho provato a Kakku camminando a piedi nudi (nonostante i ragni giganti tra una stupa e l’altra) e il consiglio è quello di perdervi letteralmente tra queste affascinanti costruzioni segnate dal tempo e, purtroppo, anche dal terremoto dell’Agosto del 2016.

TIP: chiedete alla vostra guida Pa-O la possibilità di visitare uno dei loro villaggi. Sono sicura che ne sarà felice e voi avrete modo di addentrarvi nelle colline che circondano Kakku e visitare le loro casupole fatte di legno e bambù, prive di qualsiasi tipo di suppellettile. Solo campi coltivati, panni stesi ad asciugare, terra rossa e tanti ma tanti sorrisi.

POWINTAUNG

Se state viaggiando in direzione di Mandalay, vi consiglio fortemente di cercare di ritagliarvi un paio d’ore per visitare un piccolissimo villaggio di nome Powintaung. Conosciuta come “la Petra della Birmania”, Powintaung custodice una grande particolarità ovvero le sue oltre 900 grotte scavate nella roccia arenaria. All’interno di ogni grotta troverete migliaia di statue di Buddha realizzate con lo stesso materiale delle grotte e meravigliosi dipinti murali che testimoniano molte tradizioni birmane. Ma non è finita qui. Tra le grotte di Powintaung vivono infatti tantissime scimmiette molto ma molto dispettose oltre che un pelo aggressive per la presenza dei loro cuccioli!

TIP: prima di addentrarvi tra le grotte di Powintaung chiedete ad un abitante del villaggio di accompagnarvi. Vi aiuterà a tenere a bada le scimmiette e voi potrete godervi la visita in tranquillità.

HSINBYUME PAGODA 

Sempre da Mandalay si può raggiungere attraversando il fiume Ayeyarwaddy (al costo di 5000 kyats a/r, poco più di €3)  la località di Mingun, in realtà abbastanza conosciuta dai turisti per la presenza di 3 meraviglie. La prima è il monumentale tempio Pathotawgyi, rimasto incompiuto a causa del terremoto del 1838; la seconda è la spettacolare Mingun Bell, una campana enorme che rappresenta la campana funzionante più grandel mondo (d’obbligo la foto al suo interno!); la terza, infine, è una delle costruzioni più spettacolari che io abbia mai visto nella mia vita. Parlo appunto della bianchissima Hsinbyume Pagoda, fatta costruire dal principe Bagyidaw in ricordo della giovane moglie morta di parto. Si tratta di un edificio unico al mondo, definito “La Pagoda delle Onde” per via delle sue forme sinuose e dolcissime interrotte ogni tanto solo dalle tuniche rosse di qualche monaco in preghiera. Toglietevi le scarpe e visitatela in lungo e in largo, e soprattutto percorrete i gradini che vi condurranno in cima ad una delle 7 terrazze per godere di una vista meravigliosa sul fiume e le vallate intorno.  Ricordo ancora il silenzio irreale del luogo, così isolato da esserci solo qualche randagio a farmi compagnia. E il significato della pagoda è unico: amore di altri tempi, amore magnifico.


TIP: una volta arrivati a Mingun verrete letteralmente assalite da giovani donne che tenteranno di vendervi ventagli profumati, monili  e tessuti. Sarà veramente difficile tenerle lontane, sono state le più insistenti e snervanti di tutto il viaggio. Se volete quindi  godervi la visita vi consiglio di promettere loro di acquistare qualcosa prima di ripartire… e di mantenere poi la promessa!

Più scrivo del Myanmar più mi rendo conto della grande nostalgia che provo. Come vi ho già raccontato per un viaggio in Myanmar è necessario dotarsi di un discreto spirito d’adattamento (e non mi stancherò mai di raccomandarvi di stipulare sempre una buona assicurazione di viaggio), ma ecco… quello in Birmania più che un viaggio fisico è un viaggio per l’Anima. Un viaggio che ti permette di staccare da ogni tipo di tecnologia e di assaporare l’autenticità di luoghi e persone. Che ti permette di dimenticarti che i vestiti servono a coprirsi e non a renderci tutti uguali seguendo stupide mode. Che ti permette di ricordare che less is more e che basta veramente poco per sentirsi felici e grati nei confronti della vita!

4 Comments

  1. E’ un posto che spero di visitare presto. E’ davvero incredibile. Io anche ho dei posti del cuore, il prmi è l’Islanda, ci tornerei subito. Ma sono sicuro che nella mia classfica personale il Myanmar si piazzerebbe molto in alto 🙂

    • Quanto vorrei andarci anche io in Islanda Fabio! Non hai idea 🙂 Spero di riuscire a realizzare questo viaggio nel cassetto nel 2018!
      Per quanto riguarda il Myanmar… ormai forse sarò di parte, ma è una terra unica. Spero tu possa conoscerla presto 🙂
      Un abbraccio!

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